Istinto materno, un dono, una conquista o un miraggio?

Istinto materno che cos’è? E soprattutto quando arriva? Considerando che ho un figlio di 21 anni probabilmente avrei potuto farmi delle domande prima ed  in effetti l’ho fatto, ma non riesco a trovare una risposta che giustifichi il fatto che io ancora stia aspettando! Proprio non riesco a capire ed a contestualizzare cosa si intenda con istinto materno e, soprattutto, se si tratta di una sorta di sesto senso che automaticamente arriva con il primo vagito  è evidente che il pianto di mio figlio è stato ignorato. Riassumendo, più o meno è andata così:

GRAVIDANZA

     

quel meraviglioso periodo di vita in cui cambia tutto, un tunnel di piccole inarrestabili trasformazioni quotidiane che preparano alla mutazione genetica da donna a mamma, attraverso repentini cambiamenti fisici, psichici ed emotivi. Inizialmente l’ormone assume il controllo di ogni genere di reazione/emozione, la fame diviene atavica e la stanchezza incontrollabile, poi, non appena si sistemano i ritmi fame/sonno/sclero ecco che il fisico inizia la sua lievitazione naturale sino all’esplosione finale ossia IL SUO PRIMO VAGITO! A questo punto, ti aspetti che all’improvviso tu sia illuminata dall’istinto materno che ti mostri la strada per essere mamma al meglio. Ma se ciò non dovesse accadere, a me è andata proprio così, allora è necessario avere un piano B.

ASPETTI L’ISTINTO MATERNO MA ARRIVA LA “DEPRESSIONE POST PARTUM

  Come ogni mamma in attesa, prima del parto e nei mesi successivi, mi dilettavo in letture pertinenti il periodo che stavo attraversando, “La mamma  e il bambino”, “Io mamma”, “Dolce attesa”, “Finalmente mamma” e via discorrendo, riviste peraltro molto utili per certi aspetti ma pericolose per altri.  Mi spiego meglio … nelle suddette letture mostrano  la donna, in attesa o neo mamma, come una sorta di angelo sempre esteticamente impeccabile, meravigliosamente splendida anche in formato comò, con la casa splendente, capelli sempre con la piega fatta e i nervi di acciaio inossidabile,  sorriso a 38 denti ovviamente bianchissimo, sempre pronta ad accudire il bambino nel migliore dei modi e senza mai perdere le staffe. RISULTATO: creazione di un’aspettativa che una volta partorito, e fatto inesorabilmente i conti con la realtà, diviene conseguentemente DELUSIONE e sfocia diretta nella “depressione post partum” .

INTENDIAMOCI DIVENTARE MAMMA E’ PURA MAGIA… ma ciò non toglie che:

  1. riprendere la forma fisica iniziale non è semplice ne scontato;
  2. vivere rispettando i ritmi sonno/veglia del neonato è durissima;
  3. se il vostro sogno di sempre era una Kelly di Hermes, ora dormire almeno 4 ore di seguito lo supera di gran lunga (e ho detto tutto!!!!)
  4. il centro dell’universo, vostro e di chi vi vive accanto, diventa quell’esserino minuscolo con il quale da ora in poi sarà necessario allinearsi vita natural durante senza abbassare mai la guardia;
  5. il parrucchiere diventa un’esigenza solo quando il pettine non scorre più e non una coccola da concedersi ogni qual volta se ne abbia volta;
  6. pannolini, biberon, pappine e poppate scandiscono inesorabilmente le giornate sostituendo tacco 12, aperitivi e serate senza orario con le amiche;
  7. Gli Aristogatti prendono il posto di Sex and the city
  8. il biberon è il nuovo Cosmopolitan 

EVVIVA IL PIANO B

Premetto che caratterialmente sono molto affettuosa, estroversa, solare, curiosa e socievole e, ovviamente, nella mia mente di 27 enne neomamma mi aspettavo  le stesse caratteristiche nella mia creatura per creare quel feeling che ci permettesse di parlare la stessa lingua,  per comunicare e crescere assieme, identificando come istinto materno questo ipotetico legame istintivo solo nostro.

Lui, la Creatura, si è rivelato sin da subito totalmente l’opposto di me, introverso, riservato, indipendente  ed avaro di effusioni affettive.

 

Risultato: al suo 9 mese ho ripiegato sul piano B ed ho comperato un Labrador e, in effetti, ho trovato in lui il carattere in linea con le mie aspettative: dolce, coccolone, affettuoso sempre allegro  e pronto a coadiuvarmi in ogni attività. Ripensandoci oggi, con il senno di poi, forse quello è stato il momento in cui mi sono resa conto che mio figlio più che alimentare la naturale crescita dell’istinto materno, mi innescava dubbi esistenziali ed emotivi sulle mie potenziali capacità di essere mamma.

 

Dubbi che oggi  ancora albergano in me e si acutizzano tutte le volte che cerco con lui un dialogo live che superi i 4 minuti e, nove volte su dieci in quel lasso di tempo lui mi rinfaccia di ripetergli la stessa cosa almeno 10 volte… cosa che eviterei molto volentieri se lui la facesse alla prima!  Mia nonna Perlina diceva sempre “bimbi piccoli quai piccoli, bimbi grandi guai grandi”, ecco io credo che l’istinto materno serva semplicemente ad attraversare tutte queste fasi sopprimendo l’istinto omicida e senza fulminarci il neurone!

TIP BIONDERRIMO

ragazze…. arrivate al primo vagito SENZA aspettative ma con un’infinità di “PIANI B”!

 

 

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